News: Titoli Tradotti: Titoli Corrotti

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Dal 12 giugno le sale cinematografiche italiane hanno aperto i battenti al nuovo film della regista svedese Susan Bier con Halle Berry e Benicio Del Toro: “Things we lost in the fire” (le cose che si perdono in un incendio).
Tra le cose andate perse in questo incendio pare ci fosse proprio il titolo stesso del film che, non potendo restare “innominato”, è stato prontamente sostituito da: “Noi due sconosciuti” (titolo preso “in prestito” (?
) da un vecchio film degli anni sessanta in cui recitava un arzillo Walter Matthau).
Ma chi è che sovraintende alle traduzioni dei titoli dei film stranieri in Italia?
Biscardi?
!?
Purtroppo questa drammielatica opera di Susan Bier non è stata l’unica a passare fra le grinfie di questi misteriosi storpiatori.
L’elenco è lungo e doloroso e le deduzioni logiche che hanno portato a tale scempio sono  oscure e imperscrutabili.
Mi chiedo quali macchinosi studi abbia richiesto un titolo come “The Day After Tomorrow” che chiaramente si traduce con un esaustivo “Dopodomani” per diventare infine “L’alba del giorno dopo” o un “Twisted” (Perverso) che si trasforma in un artificioso “La tela dell’assassino”.
Quanti di noi, poi, hanno quasi percepito nell’aria il suadente “Profumo del mosto selvatico” credendolo traslato fedele di un regista ispirato, salvo scoprire infine che si trattava di un’arbitraria manipolazione a posteriori?
!?
Alfonso Arau aveva onestamente intitolato questo film “A walk in the clouds” in onore della  delicatissima pellicola italiana degli anni 40 (con l’indimenticabile Gino Cervi) da cui è stato liberamente tratto: “Quattro passi fra le nuvole” (appunto).
Pensate alla triste storia di questo titolo: oltrepassato indenne più di mezzo secolo e solcato un oceano, ormai credendosi al sicuro da malintenzionati, ha trionfalmente varcato i confini della sua vecchia patria riportato in auge da nomi come Keanu Reeves, Giancarlo Giannini, Anthony Queen per poi trovarsi pugnalato alle spalle dai suoi stessi conterranei che lo hanno brutalmente estromesso dalle sale cinematografiche a favore di quel più fresco e roseo “Profumo del Mosto Selvatico” che ha preso indebitamente possesso delle nostre memorie.
Per non parlare poi dell’incongruenza stessa del titolo  perché, fra la vasta gamma di aggettivi da accompagnare alla parola mosto, selvatico era certo la meno azzeccata. Come può il mosto essere selvatico?
Si è fatto da solo?
Anche dall’italiano all’inglese, purtroppo, le cose non sembrano andar meglio perché l’indimenticabile cult di De Sica dallo stentoreo titolo “La ciociara” (tratto dall’omonimo romanzo di Alberto Moravia) è diventato oltreoceano uno stentato “Two women”…
Mi trovo pertanto costretta a concludere dubbiosa sull’Ansa che ho testè ricevuto, tradotta in italiano da chissà quale turlupinatore di fragili menti, che pretende di farmi credere che  Halle Berry, nel descrivere il carisma di Benicio Del Toro, si lanci in un’ardita metafora dal sapore metallico: Benicio Del Toro?
È seduttivo come un magnete!”.
L’avrà detto sul serio?
Sarà stato un complimento?
Ai posteri l’ardua sentenza.

Nota: di ellebi
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