A Casa Nostra

Recensione: A Casa Nostra

Questa, signori miei, è anche casa nostra. E ci piacerebbe che fosse rappresentata più degnamente.

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVDNon dico tanto, ma un piccolo sforzo per vincere la pigrizia e il pressapochismo con cui Comencini (Francesca, quella di Mobbing), indefessa, tratteggia una situazione ai limiti del patetico e disgraziatamente poco professionale (sei una storyteller, no?
e impegnati!). Invece no, il nulla narratologico e di spessore regna sovrano in una vicenda impalcata in stile Inarritu (tanti personaggi che si intrecciano, tante vite che si sfiorano e, in qualche modo, dipendono le une dalle altre), il tutto diluito con una bella dose di morale facile, incalzata dalle vicende di cronaca (nera?
rosa?
beige?
) che rendono questa pellicola “urgentemente contemporanea”. La Guardia di Finanza (nella persona di Valeria Golino) sta col fiato (e le orecchie) sul collo (e sui telefoni) dell’alta finanza (nella persona di Zingaretti), che vive una vita  simile a quella dell’ onorevole Bonfili della Commedia Sexy di D’Alatri: una moglie sfatta e frustrata, un’amante giovane e bionda (Chiatti) che presto decidera’ di migrare verso più verdi pascoli (Argentero).

Sullo sfondo la vita di una prostituta amata da un ex maniaco, che in qualche modo si ricongiunge con tutto il resto della faccenda, nell’intenzione (ruffiana e fallita), di musicare un coro di voci che all’unisono ci cantino quanto sta male il nostro Paese. Il tutto accentato da una scena madre ai limiti del brivido (di disgusto): un dialogo mediocre fra Zingaretti e la Golino, pusillanime (perché banale e retorico), tronfio di ovvie e rassicuranti  convenzioni: “voi ladri cattivi, noi rappresentanti della legge onesti salvatori della Patria“, il tutto condito da una recitazione intensa, concentrata e drammatica (!!!), ai limiti del birignao teatrale e poco credibile. Ma tutto è poco attendibile in un film in cui la regista commette il veniale errore di sopravvalutarsi, pensandosi all’altezza di un progetto che le sfugge di mano, consegnandosi all’incompiutezza della buona (forse) intenzione, e dell’obbrobiosa realizzazione: un’affresco incompleto di cui sfugge persino il senso ultimo (sempre che questo non sia: “guarda in che mondo di ladri viviamo“, perche nemmeno così gira e funziona).

A Casa Nostra: Inutile film che pensa di cavalcare un’onda lunga. Furbetto (del quartierino).

La Frase: “No, voi, come vi permettete! Pensate di fare come vi pare, eh?
Ma questo Paese è anche casa nostra.” Valeria Golino, A Casa Nostra, 2006.

Nota: di Roberta Monno
A Casa Nostra

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