
Data: 15 maggio 2010
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Iron Man 2
“Io sono Iron Man”. Con questa battuta si chiudeva il primo film su Iron Man.
Il secondo film riprende, sei mesi dopo, le vicende lasciate in sospeso dopo lo svelamento dell’identità segreta del supereroe, il miliardario Tony Stark. Questi decide di rilanciare la Fiera Mondiale Stark Expo, voluta anni prima da suo padre, che presenta una serie di innovazioni tecnologiche rivolte al bene dell’umanità. Il governo degli Stati Uniti, però, cerca di estorcergli l’armatura Iron Man ma, come egli giustamente sostiene, Iron Man e Tony Stark sono la stessa cosa: consegnare Iron Man vorrebbe dire consegnare se stesso.
Forte e viva, in questo film, la dialettica del doppio, tanto cara all’Universo Marvel e a quello dei fumetti in generale. Ma, come accade in tutti i film di supereroi, grandi supereroi portano grandi supercattivi. Se Tony Stark/Iron Man è un supereroe per scelta, consapevole che la sua forza nasce dalla sua intelligenza (e conseguenti invenzioni tecnologiche), i problemi nascono nel momento in cui qualcuno riesce ad eguagliare il suo genio. Arriva, così, il fisico russo Ivan Vanko, figlio di un vecchio collaboratore del padre di Tony.
Egli ha il volto ma soprattutto il corpo di un Mickey Rourke in cerca di vendetta e con un bagaglio di conoscenze molto simile a quello di Stark. Altro supercattivo è Justin Hummer, magnate delle armi che cerca in tutti i modi di rubare il posto al protagonista. È interpretato da un bravissimo Sam Rockwell, logorroico , subdolo ma anche impacciato e spesso ridicolo.
Ma il cattivo più cattivo di tutti è il palladio, elemento che tiene in vita Tony ma che lentamente gli sta avvelenando il sangue: è un “uomo di ferro” solo esteriormente, dentro è vulnerabile e ferito, in tutti i sensi. Stan Lee, padre dei supereroi Marvel e che ha dichiarato di essersi ispirato ad Howard Hughes, ha creato un personaggio che ha tutte le carte in regola per “non” piacere: multimiliardario eccentrico, mercante di morte (anche se redento), donnaiolo impenitente, spesso ubriaco e con tendenza a distruggere le cose, soprattutto la sua abitazione.
Ma Tony Stark è anche un uomo solo, ha come migliore amico l’intelligenza artificiale Jarvis, e spesso non sa di chi fidarsi. Il suo personaggio si muove tra egocentrismo, voglia di dominio, malinconia e celato bisogno di aiuto. Uniche ancore di salvezza la fedelissima segretaria/amministratore delegato Pepper Potts e il Colonnello Rhodey, il quale diventa l’alter ego positivo di Iron Man, War Machine. A difendere Iron Man c’è anche il capo dello Shield, interpretato da Samuel L. Jackson, e Scarlett Johansson alias Agente Ramanoff.
Molti personaggi e sottotrame, quindi, in questo sequel non molto apprezzato dalla critica mondiale. Tra i punti di debolezza il mancato approfondimento di temi politici e molto attuali, come “la privatizzazione della pace” o “la necessità di avere l’arma più grossa per ottenere la pace”. Un po’ forzata anche la soluzione che Stark trova al problema “palladio”. Ma non dimentichiamo che Iron Man è pur sempre un fumetto. Secondo molti critici si è persa la spontaneità e l’originalità che avevano fatto di Iron Man 1 un grande film.
Nel secondo c’è un incremento notevole di battute divertentissime, spesso da “screwball comedy”, di una cattiveria sottile e dell’ironia. Ma ciò che può essere giudicato negativo da qualcuno, sembra, invece, perfettamente consono alla naturale evoluzione della storia e dei personaggi. Fortunatamente il regista Jon Favreau (che interpreta anche il personaggio della guardia del corpo di Stark) e lo sceneggiatore Justin Theroux riescono a non strafare e miracolosamente danno senso ed equilibrio a tutti i personaggi e allo sviluppo narrativo.
Il film è un validissimo intrattenimento, con dialoghi e sequenze memorabili, come quella in cui Iron Man e War Machine si scontrano a ritmo di “Another one bites the dust” dei Queen o la sequenza di apertura con la canzone degli AC/DC a tutto volume. Il vero motivo, però, per vedere il film rimane Robert Downey Jr., attore bravissimo, con un’espressività formidabile, perfettamente calato nel ruolo del carismatico Stark. Il film, così come il protagonista, può piacere tanto o per niente, ma di sicuro non lascia indifferenti.
Regia: Jon Favreau
Sceneggiatura: Justin Theroux
Attori: Robert Downey Jr., Don Cheadle, Mickey Rourke, Sam Rockwell, Gwyneth Paltrow, Samuel L. Jackson, Scarlet Johansson
Montaggio: Dan Lebental, Richard Pearson
Musiche: John Debney, AC/DC
Fotografia: Matthew Libatique
Distribuzione: Universal Pictures
Paese: USA
Anno: 2010
Durata: 124′
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Categorie: Azione, Fantascienza, Recensioni Film
Parole Chiave: Don Cheadle, Gwyneth Paltrow, Jackson, Mickey Rourke, Recensione Iron Man 2, Robert Downey Jr, Sam Rockwell, Samuel L. Jackson, Scarlet Johansson








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