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Stampa Articolo Pubblica Crash – Contatto fisico su Facebook Ascolta Crash – Contatto fisico Data: 1 dicembre 2008
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Crash – Contatto fisico




Cameron e Chris sono seduti in macchina, lei piange: un poliziotto l’ha appena molestata e lui non ha fatto niente per difenderla. Anzi, si è scusato con il poliziotto, ha implorato perché li lasciasse andare. Cameron allunga una mano, come per accarezzarle il viso e lei ha uno scatto, salta sul sedile: è ancora terrorizzata. Io ho trovato in questa scena l’essenza di Crash- contatto fisico di Paul Haggis.




Un film in cui tutti hanno paura dell’altro per pregiudizio razzista in primis, ma non solo. Los Angeles diventa il teatro di molti incontri per un gruppo di personaggi che più o meno casualmente si trovano, si perdono, si ignorano, si odiano e soffrono perché anche insieme, sono da soli e tutti diffidano di tutti. Così le serrature delle porte si chiudono a doppia mandata e i padri devono inventare mantelli invisibili per i bambini che si rifugiano sotto al letto perché i proiettili entrano anche dalle finestre.

Stiamo tutti dietro vetro o metallo. Il contatto ci manca talmente che ci schiantiamo contro gli altri solo per sentirne la presenza” dice l’ispettore di polizia Don Cheadle alla collega ed amante occasionale che lo guarda come se fosse pazzo. Lo sceneggiatore premio oscar nel 2005 per Million Dollar Baby è qui anche nelle vesti di regista.

Ad ispirarlo -secondo quanto ha dichiarato in un’intervista- il furto della sua auto ed i due stranieri che l’avevano rubata: persone con le quali entriamo in contatto, senza conoscerle davvero, senza sapere perché si comportino in un certo modo.

Il tema principale resta quindi la xenofobia, il bianco o nero che diventa un dualismo irrimediabile senza sfumature, le fisime patologiche – forse – sugli immigrati dell’america post undici settembre: una miriade di etnie che spesso a torto nemmeno distinguiamo, che diventano una sola, numerosa, sconosciuta razza.

E sullo sfondo il “crash” per eccellenza: l’incidente stradale che apre, attraversa e chiude la pellicola, il contatto fisico che è uno scontro più che un incontro. Intenso, dolcemente violento, riflessivo. Il cast è davvero eccezionale: tutti bravi, evidentemente ben diretti.

Il lungometraggio pare diventerà presto una serie tv alla quale parteciperà lo stesso Don Cheadle.



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