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Stampa Articolo Pubblica Angeli e Demoni su Facebook Ascolta Angeli e Demoni Data: 24 maggio 2009
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Angeli e Demoni




Atteso seguito del (godibile) Codice Da Vinci, Angeli E Demoni delude e tedia, come non ci si sarebbe mai aspettato da Ron Howard.




Il film, tratto da una scrittura senz’altro piu’ debole della prima (o meglio della successiva, visto che Angeli e Demoni e’ un prequel del Codice), inscena una rocambolesca quanto gratuita caccia al tesoro che parte da spunti discutibili e quanto mai raffazzonati, seminando una mole di indizi che puzzano di casualita’ e coincidenza, e riducono a zero il coefficiente di pathos e mistero.
Ma andiamo con ordine.
Il buon professor Langdon (Hanks monocromatico e sottoimpiegato) affianca la Gendarmeria Vaticana (nella persona di Pierfrancesco Favino) nel tentativo (da subito goffo e grossolano) di sabotare il piano degli Illuminati, antica e potente setta filo scientista che, attraverso la trafugazione dal CERN di un cilindro di antimateria fresco fresco di creazione (!!!), vorrebbe distruggere lo Stato Vaticano.

L’opera di Howard fa acqua da tutte le parti, e non riesce nell’ambizioso (ed evidente) tentativo di tenere lo spettatore inchiodato alla sedia con un girato piu’ spedito e incalzante del solito, a cui tuttavia manca il vitale supporto di una sceneggiatura densa e credibile, che allenta colpevolmente la presa sui dialoghi, e si avvita in macchiettistiche espressioni di sorpresa ed evocative esclamazioni, che potrebbero benissimo aprirsi con un “Eureka, ho trovato!“, per quanto improbabili e inverosimili appaiono.

La costruzione del giallo, tanto accurata e calibrata nel Codice Da Vinci, qui si fa superficiale e sbrigativa (nonostante i copiosi minuti di girato), inanellando svolte narrative e rimandi metaforici distratti e poco coinvolgenti, che sciolgono la tensione e disperdono le intenzioni (perplime non poco il nostro Langdon a naso per aria, che individua indizi come se piovessero). Il conflitto scienza – fede, sintetizzato dalle manifestazioni pro e contro le cellule staminali, dovrebbe essere l’asse portante del racconto, che invece zoppica e si banalizza in scambi di battute che si riducono a un “voi bloccate le scoperte scientifiche” “ma l’uomo non e’ Dio“, e tanti saluti alla tematica trattata.

Assolutamente infondate poi, le polemiche religiose montate intorno ad un progetto che piu’ filo vaticano non poteva essere, con un Langdon che strizza piu’ volte l’occhio alla fede cattolica, e un Conclave dipinto con tanta tenera indulgenza da far invidia ai vecchietti di Cocoon.

Insomma, un flop su tutta la linea per un Ron Howard svogliato, dalla regia stanca e appannata, che e’ riuscito a depauperare ulteriormente un racconto non propriamente efficacissimo, in cui si inseriscono contributi recitativi da dimenticare (sotto la media anche Ewan McGregor, un Camerlengo senza qualita’ ne’ spessore), mentre solo Stellan Skarsgard si preoccupa di regalare al suo ruolo quel minimo di personalita’ che certo non basta a risollevare l’opera dalle sabbie mobili del riso.

Angeli e Demoni: Tutto bene, Ron?

La Frase: “Vai, cambia il mondo”, Tom Hanks, Angeli e Demoni, 2009

Voto: 4-


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