Data: 5 ottobre 2009Letture: 2.271
Joan de Paris – L’ora del destino
Nell’ambito di una serie di manifestazioni organizzate a Bologna per il convegno su Christine de Pizan durato dal 22 al 26 settembre , quattro giorni in cui Bologna ha trovato una sua centralità internazionale , e in cui sono state date alcune anticipazioni, prima fra tutte che Stefania Sandrelli, icona del cinema italiano interpreterà con entusiasmo prprio il personaggio di Christine de Pizan in un film che uscirà a breve e che la vede coinvolta come la protagonista , si è discusso dell’ascendente dell’eroina francese Giovanna D’Arco sulla regina e i suoi ideali.
Per questo motivo la Delegation Culturelle Francaise e, l’Università degli Studi di Bologna – Dipartimento di Filologia – principali enti patrocinatori assieme ad altri, hanno permesso la visione del film “Joan de Paris” ovvero l”ora del destino” di Robert Stevenson, del 1942.
Probabilmente la copia non era tradotta in italiano, infatti due bravissime studentesse della docente Cristina Bragaglia che ha commentato il film , hanno fattole didascalie sia in francese che in italiano, il film era in inglese, per consentirne la visione che si è svolta alla sala Mastroianni della Cineteca di Bologna con tutti i crismi per un pubblico internazionale.
Anche se questo film è del 1942 è girato veramente con un occhio moderno da Robert Stevenson. La vicenda si svolge in un paesino accanto a Parigi che trova illesi miracolosamente dopo un bombardamento aereo alcuni piloti dell’esercito americano giunti in forza alla liberazione di Parigi occupata.
Dopo una serie di peripezie in cui sono scoperti giungono ad una chiesa, il cappellano infatti era un patriota, che, oltre ad essere stato nel passato un amico del capitano , gli era legato da una lunga amicizia.
Movimenti sospetti fanno sì che i nazisti facciano seguire il capitano che si muove sempre solo (perchè ricercato e dunque compromettente per gli altri) e lo fanno pedinare . Nella visione francese del dominio nazista , nel prendere in un bistrot un bicchiere di vino il capitano dell’esercito americano in borghese incontra Michele Morgan ostessa e che segue nella sua camera. Dopo un primo, legittimo sussulto la Morgan Joan , appunto, capisce che deve aiutare quell’uomo che ha nobili ideali. Nasce così la costruzione di un amore importante per la ragazza, in una miscela di altruismo e spontaneità che asseconderà le forze della liberazione americana per passare l e nformazioni con il suo anonimato politico.
Mr Funk, il capo dei nazisti di gusti raffinati e apparentemente melliflui è perfido e determinatoche catturerà il capitano dell’esercito con una scusa banale per farlo seguire e dirà : “In tuttti i greggi c’è una capra Giuda, che ci condurrà agli altri senza accorgersene”.
Tuttavia Joan devotissima a Giovanna D’Arco si unirà idealmente alla sua eroina e si comporterà come lei seguendo solo l’amore verso il suo paese..
L’uso dei primi piani è disinvolto, i personaggi ritagliati con fluidità nonostante la trincea espressiva di un film storico drammatico ed è memorabile l’inseguimento della polizia politica della gestapo al capitano, una specie di ossessione ritmata nei passi che inseguono l’aviatore sotto la pioggia che si deve collegare agli altri soldati per potere ritornare a liberare la Francia..
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Categorie: Recensioni Film, Storici
Parole Chiave: recensione Joan de Paris, recensione L'ora del destino, Robert Stevenson






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