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Stampa Articolo Pubblica No Cav Day: Condanne Da Destra E Sinistra su Facebook Ascolta No Cav Day: Condanne Da Destra E Sinistra Data: 9 luglio 2008
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Autore: Redazione

No Cav Day: Condanne Da Destra E Sinistra




Trasformare una manifestazione pubblica di dissenso su importanti scelte politiche in un’occasione per insultare e offendere altri con toni di inconcepibile volgarità non può e non deve essere considerata un’espressione di democrazia e, quindi, neppure di intelligenza.




Parola del Sir, l’agenzia di stampa della Conferenza episcopale italiana, per la quale le offese rivolte ieri al Papa dal palco di piazza Navona “nascono e crescono” in una palude di “menzogna e ignoranza” alla quale la “coscienza laica” del paese si ribella.

Quali offese? Quelle della Guzzanti, che mentre tutti ci giravano attorno si e’ assunta l’onere e l’onore di usare i toni piu’ crudi e diretti possibili: “Il Papa? fra vent’anni sara’ dove deve stare, cioè all’inferno, insieme ai diavoloni frocioni dei suoi collaboratori.” “La Carfagna? Ha succhiato l’uccello al Premier e per questo diventa ministra. E Va bene. Ma almeno non proprio delle Pari Opportunita’! Suona come uno sfregio!

Dunque, condanne da tutti i fronti per la maleducazione e l’eccessiva volgarita’ (condanne da parte di chi ha nella propria coalizione gente come Bossi e Borghezio che, per quanto ricordi, non sono proprio dei signorini dal frasario immacolato!).

Condanne e disapprovazione vengono da quello stesso Parlamento che strizza l’occhio ai proclami di guerra dell’adorato Senatur che sputa e straccia bandiere e invita a ronde punitive, eppure si stizzisce e si riscopre vergine verbalmente di fronte alle parole di Sabina Guzzanti che pero’ in Parlamento non siede, e non fara’ leggi che potra’ chiamare porcate per poi essere rieletta.
Condanne da destra e sinistra insieme, unite piu’ che mai nel dire “No!” a questo tipo di opposizione scortese e villana.

L’Italia si indigna per lo sproloquio (ammesso che lo sia) della Guzzanti, e si stringe intorno all’educazione e al garbo del presidente del Senato Schifani che ha espresso ulteriore’ condanna’ per le ‘ingiurie ascoltate ieri sera’ durante la manifestazione ‘No cav’ a Roma.

Nessuno puo’ condividere le ingiurie’, ha detto, ed e’ ‘dovere di tutti condannare le parole usate e coloro che le usano con intento distruttivo‘. Schifani ha sottolineato che Napolitano e il Papa sono figure che ‘vanno poste al di fuori dello scontro politico‘, ed infatti mi pare che in qualche modo proprio questo sia stato ampiamente sottolineato in una serata in cui si e’ cercato di far notare quanto queste due figure (ine, one) siano decisamente al di sopra e oltre il conflitto politico, tanto da non aver bisogno di prendervi parte.

L’uno per via di un’ascetica mitezza che lo rende avulso alle controversie (anche di natura costituzionale), l’altro per una congenita necessita’ di porsi “in alto” rispetto alle reali istanze di un mondo che gira in senso contrario al suo, e che diviene sintomo automatico di un peccato da espiare, proprio per questo.

Chi piu’ di loro e’ nei fatti tanto distante dalla scena politica e sociale di questo nostro Paese? E chi piu’ di loro appare drammaticamente responsabile di troppe condizioni contingenti?

Chi piu’ del Capo dello Stato e del Capo della Chiesa dovrebbe sentire l’urgenza della chiamata alle armi della responsabilita’ per le scelte di condotta (pratica…firmare o non firmare un decreto?!), e di pensiero diffuso e persuadente (diffondere la sottocultura della condanna al “diverso”, o semplicemente non farlo?).

Chi piu’ di loro, visto come stanno le cose,  NON dovrebbe affatto essere “al di fuori dello scontro politico“, e al di fuori di un bel niente?

LEGGI: Moretti Rinnega Piazza Navona


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Categorie: News, Politica

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4 Commenti “No Cav Day: Condanne Da Destra E Sinistra”

  1. La Carfagna, ministro certamente incompetente, è ridotta, nelle parole di molti suoi detrattori, ad essere solo la “prostituta di corte”; e lo sarebbe a causa dei calendari osé del passato (si sa che li ha fatti: e allora?) e delle fellatio praticate al Presidente del Consiglio (non si sa se li ha fatti davvero, e, in fondo, non è davvero la cosa che mi interessa di più). Come sempre, se si vuole attaccare una donna, la via più facile è darle della “prostituta”, senza parlare di fatti concreti.

    http://noirpink.blogspot.com/2008/07/attualit-mara-silvio-e-il-macho-che-c.html

  2. Persa scrive:

    Cioe’ tu pensi davvero che il problema sia “la questione della donna” ai tempi della ministra Carfagna? Per come la vedo io metterla in questi termini e’ un giochino demagogico e falsamente ingenuo.
    Se permetti mi preoccupa il fatto che chi ricopre le cariche dello Stato sia più o meno competente, e che non si diventi ministro a suon di fellatio, tangenti, ricatti o altro. Tutto quello che ti fa ricoprire un ruolo senza che tu lo meriti è allo stesso piano. Sono furti, ottenuti con modi diversi ma sostanzialmente paragonabili.
    Non insultiamo l’intelligenza di nessuno tirando in ballo la questione femminile o rosa. Non è quello il problema, ma se c’è bisogno di ribadirlo…ribadiamolo pure mille volte.

  3. Prometeo scrive:

    Questa volta sono d’accordo con persa. E’ vero da una parte che quando si vuol denigrare una donna l’argomentazione ai più preferita è quella che sistematicamente straborda nelle di lei abitudini sessuali. Ma, di grazia, nel caso della Carfagna: quali stracazzo sarebbero i meriti che l’hanno portata alla nomina di ministro se non quelli acquisiti tramite fellatio praticata al premier??? E andiamo…
    Quanto invece alle figure prese di mira dalla Guzzanti, io personalmente una distinizione la farei. Pienamente d’accordo su quel porco del papa e dei suoi amici frocioni e pedofili che il vaticano protegge. Sul capo dello stato, invece, credo che dargli su perchè abbia firmato uno o più decreti che qualcuno contesta non tenga conto dei (limitatissimi) poteri che la Costituzione gli assegna. Ma, d’altronde, è questo, cioè quello di un populismo manicheo e superficiale, il pericolo e tratto più frequente di ogni movimento dal basso che si sviluppi attraverso i travaglio e i grillo di turno, moderna versione dei masaniello d’altri tempi. Infine: nella foga degli insulti a gogò (molti, lo ripeto, sacrosanti..) com’è che alla guzzanti è sfuggito di chiamare, coerentemente con la realtà, “ignorante” e “truffatore” Antonio di Pietro? Non sarà mica perchè era ul palco insieme a lei e perchè si sia concretizzato anche lì, al no-cav-day, quella schifosissima pratica del do-ut-des così pesantemente contestata da quella stessa piazza come uno dei tratti distintivi della prassi parlamentare che si vorrebbe rivoluzionare???

  4. Persa scrive:

    Parliamo male degli insulti ma pare che che con questa storia della funzione “cancella” di parolacce ne trabordino! Mah. Comunque, io dico che ci sono delle priorità e personalmente non trovo che l’ignoranza (tutta da dimostrare poi) di Di Pietro sia, ora come ora, il problema del Paese.
    “populismo manicheo e superficiale”? Ah Oui, bisognerebbe indossare i guanti di velluto per urlare lo schifo di questa politica/nazione!!? Farlo “dialogando un pochino”, mentre il Premier si costruisce una fortezza di leggi di leggi costituzionali? Chiedere “scusi, permesso”, mentre le prostitute ci governano?
    E per cortesia, non parliamo dei poteri limitati del capo dello stato. Uno che approva qualcosa per poi dire “ah, ops, non mi ero accorto che…”, e non si sforza nemmeno (come fece Ciampi) di mandare e rimandare in dietro mille volte un decreto antilegge…come lo vuoi chiamare.
    Ma davvero stiamo discutendo dei “toni accesi” e non del merito della questione? In questo la Guzzanti ha offerto il fianco facendo autogoal.

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  1. Villipendio al Papa in Piazza Navona: La Giornata Particolare della Strega Guzzanti. | Recensioni Film | Persinsala | Rivista di Cultura e Critica Cinematografica e Televisiva Online

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