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Stampa Articolo Pubblica Intervista A Orsetta Borghero su Facebook Ascolta Intervista A Orsetta Borghero Data: 1 giugno 2009
Letture: 7.188
Autore: ellebi

Intervista A Orsetta Borghero




orsetta-borghero-i-suoi-mille-volti-5Questo viso non vi è nuovo? Forse perchè l’avete visto sul grande schermo, a Natale, nel film di Aldo, Giovanni e Giacomo: “Il Cosmo sul Comò”, o magari, se non siete frequentatori di cinema lo ricorderete in una pubblicità, mentre si teneva stretta il suo fustino del Dash piuttosto che scambiarlo, come da copione, con gli altri due anonimi che le porgeva Fabio De Luigi.




Oppure, l’avete visto nella fiction “Un amore di strega “ con Alessia Marcuzzi. Non guardate nemmeno la televisione e comunque questo viso continua a non esservi nuovo? Allora, è probabile che l’abbiate vista in teatro, o nel nuovo video clip degli Zero Assoluto (Per Dimenticare).

Il suo nome è Orsetta Borghero e siccome ci sembrava un’attrice, brava, simpatica e intelligente, noi di Persinsala abbiamo pensato di intervistarla per accertarcene di persona.

Cara Orsetta, tu sei una giovane attrice, ma ho avuto modo di vedere che ti hanno già intervistata in molti…E allora basta con le “solite” interviste in cui ti fanno sempre le “solite” domane. A una donna con un nome curioso come il tuo non si possono fare interviste convenzionali…E quindi mi son detta: “Famola strana”, perciò comincio col chiederti: che rapporto hai con la fantasia?

Bellissimo…Fin da quando sono piccolina ho avuto un ottimo rapporto con la mia fantasia. Sono vissuta, fortunatamente, ancora nell’ epoca in cui non c’erano i cellulari e i computer a farla da padroni. Con le mie amichette giocavamo a Occhi di Gatto, a Holly e Benji, perché i cartoni animati, ancora belli ai miei tempi, erano l’unica cosa a cui ci potevamo ispirare. Ho talmente un bel rapporto con la fantasia che sai cosa dico quando in qualche intervista mi chiedono a cosa associo la parola potere? Dico che la associo al poter, proprio, della fantasia.

Perfetto, perché oggi la dovrai usare dato che ti porterò a fare un viaggio nel tempo. Immagina di tornare bambina e di guardare al tuo futuro: riesci a vedere un momento particolare nella tua vita che ti ha fatto diventare quella che sei oggi?

Ah, senz’altro! Quando ero piccola andavo con i miei genitori nei villaggi turistici e vedevo gli animatori che facevano i loro spettacoli. Io ricordo perfettamente che prendevo mnemonicamente un sacco di appunti e quando tornavo a casa scrivevo tutto quello che ricordavo per poi “fare lo spettacolo!”.
Ricordo che in quinta elementare già volevo fare la regista e obbligavo i miei poveri compagni a fare i provini perché avevo deciso di voler fare la regista! Avevo preso questa decisione intorno ai sette otto anni perché avevo visto il film “La Storia Infinita” e credo di aver scritto la prima lettera della mia vita proprio al regista di questo film che mi aveva così affascinata. (Lettera che poi non ho mai spedito). Anche oggi penso che probabilmente io “morirò da regista”, ma sono anche convinta che un bravo regista debba prima di tutto essere un bravo attore.

E per questo motivo hai scelto di studiare recitazione?

Sì, questo lavoro nasce da piccoli. Per chi lo fa in una certa maniera (e io mi considero di farlo in un certo modo) ci vogliono tanti, tanti anni di studi. La stessa frase a tredici anni la dici in un modo e a sedici anni in un altro completamente diverso. La differenza fra un attore e un “non attore” è lo studio, la costanza, la riconoscenza, il rigore e la disciplina. Io mi sono diplomata alla Summer School of Oxford in cinema e teatro e poi ho studiato alla BSMT (The Bernstein School of Musical Theatre), la prima scuola di musical in Italia, dove ci si applica in tutte le discipline e si impara a ballare il tip tap, a cantare a recitare…

Come dalla De Filippi?

Eh…Come dalla De Filippi, infatti i professori si vogliono lo stesso bene! No, scherzo!!!! E comunque non ho ancora finito di studiare, attualmente mi sto per laureare in Lettere.

Ben decisa fin da bambina  a quanto pare! Ma torniamo al nostro viaggio nel tempo. Adesso facciamo finta che invecchi di colpo… Innanzi tutto, ti spaventa la cosa?

No, non mi spaventa, anche se, ti dico la verità, io non credo che diventerò vecchia. Ho questa impressione. Non mi ci vedo proprio. Ma comunque crescere non mi spaventa… Mi spaventa forse di più l’acciacco piuttosto che magari il mio corpo non mi riesca a portare dove la testa vuole andare. Per esempio, io sono una ex nuotatrice agonistica, prima facevo due km in vasca ,ora ne faccio uno. Ma comunque non mi infastidisce il pensiero delle rughe perché penso che il nostro viso sia una sorta di libro che si porta dietro tutti i suoi ricordi e questo è bellissimo.

Però per amore dell’intervista, vecchia, oggi, ti ci devi immaginare e dimmi: dopo una intera vita vissuta cosa vedi guardandoti indietro?

Mha, credo che vedrei esattamente quello che sono ora. Se rimanesse tutto così sarei già molto contenta anche perché, qualche volta, il successo più grande è quello di accontentarsi di quello che si ha. E comunque, a parte tutto, penso che delle volte bisognerebbe farselo per davvero un giro negli ospedali, negli ospizi, nei quartieri meno fortunati per capire quanto siamo fortunati noi. E poi chi lo sa… Io credo anche un po’ nel destino…

Bè, cambiamo argomento adesso… Parliamo di natura, di flora e fauna, (e dato che ti chiami Orsetta, parliamo soprattutto di fauna). Raccontaci che rapporto hai, per esempio, con i “lumaconi”? Perché non venirmi a dire che non te ne gravitano attorno nel mestiere che ti sei scelta…

Purtroppo talvolta sì e ti dico la verità: il mio lavoro, per me, è come andare a timbrare il cartellino. Ho un pessimo rapporto con “i lumaconi” e cerco di tagliare subito i rapporti nel momento in cui mi rendo conto che dall’altra parte c’è “altro”. Io ti do un servizio che è quello di attrice, ma non per questo devo essere disponibile per questo “altro”. Credo di aver perso alcuni lavori per questa mia presa di posizione, ma sono convinta che perderli sia stato meglio che andarci insieme. Non sono disposta a cambiare questo mio modo di pensare per dire una battuta in più in un film o per fare una serata in più. Mi dispiace quando tanti miei colleghi lo fanno, perché denigrano la categoria.

Difatti, volevo arrivare proprio lì, perché al fianco dei “lumaconi” solitamente ci sono “le galline”, con loro come te la cavi?

Oggi non esiste più il senso della vergogna, anzi, oggi non esiste più il senso di niente. Io non mi sento paradossalmente rappresentata dalla maggior parte del genere femminile che c’è in Italia. A queste donne che si svendono spudoratamente vorrei dire: “Dai, ti prego, non fare così perché ci rimettono le persone oneste che mai assumerebbero certi atteggiamenti!!”. Molte persone lo fanno per i soldi. Io dovessi lavorare per i soldi non farei questo lavoro, ne farei un altro più redditizio, perché all’inizio non è che si guadagnino soldi a palate, anzi! Mi piace paragonare il lavoro che faccio al lavoro dell’orafo: un costante e meticoloso lavoro di cesello fatto con passione e impegno.

Molte di queste donne oggi pare stiano confondendo lo spettacolo con la politica, tu entreresti mai in politica?

No…Perché purtroppo sai cosa c’è? Io non sono assolutamente diplomatica. Le cose che non vanno io le denuncio. Mi indigno tutti i giorni! Voglio riuscire a possedere e non a essere posseduta. In certi ambiti c’è il compromesso e già la parola stessa non mi piace perché vuol dire “promettere in cambio di qualcosa“. Io voglio promettere senza che ci sia qualcosa da dare in cambio. L’ambiente della politica non fa per me.

Perfetto! E ora abbandoniamo la fantasia e torniamo al concreto: tu hai recitato in teatro, in molti cortometraggi, in spot pubblicitari, in videoclip, nelle fiction, al cinema e in internet ho anche trovato un filmato di un tuo provino per diventare la conduttrice di un telegiornale tecnologico! Hai recitato, praticamente in tutto il recitabile! Manca qualcosa all’appello?

Mamma mia… Rendiamoci conto! Le ho fatte veramente tutte… Scheletri nell’armadio compresi! Ho sempre fatto di tutto un po’, ma sono certa che nella vita c’è bisogno di  fare tante esperienze. Quello che ti posso dire per certo è che voglio fare l’attrice. Queste esperienze le ho fatte per capire, non tanto quello che voglio fare, quanto quello che non vorrò mai più fare in futuro. E ho capito che non credo di voler fare cose esclusivamente perché si parli di me. Preferisco collezionare prodotti che siano comunque buoni prodotti. “Un amore di strega”, la fiction diretta da Edwige Fenech è comunque “fiction”, ma dovessero richiamarmi accetterei di buon grado perché è stata una bellissima esperienza e poi sono convinta che non ci siano mai piccoli o grandi ruoli, piccoli o grandi film, ci sono solo piccoli e grandi attori. Viceversa, sono abbastanza restia ai reality… La mia intimità più profonda è completamente un’altra cosa rispetto al lavoro. Non mi interessa il fatto di apparire per forza.

Da questo si può dedurre che non ti vedremo mai alla “Fattoria”?

Nella vita non si può mai dire mai, però è davvero una cosa che non mi si addice, di certo non mi sto orientando in quella direzione.

E in che direzione ti stai orientando?

Mi piacerebbe tornare in teatro. Il teatro e la fatica mi mancano. Nel teatro ci sono tempi molto diversi rispetto alla televisione o al cinema e si ha modo di entrare davvero nella parte. Ti svegli la mattina che sei quel personaggio… Sensazione che la pubblicità, per esempio, non potrà mai darti perché si fa tutto in maniera molto più frettolosa. Attualmente sto facendo delle audizioni teatrali e mi piace l’idea di ricominciare con il teatro perché, sapere che una persona ti guarda non perché inciampa su di te facendo zapping, ma perché viene apposta a vederti è una cosa che a me piace molto! E come il teatro anche la radio, infatti collaboro con Radio 105 e con Radio Montecarlo… Sono un’inviata. La radio sta prendendo spesso e volentieri il sopravvento sulla televisione. E’ diventata un bel mezzo di comunicazione che dice cose molto intelligenti, oltre a darti la spensieratezza di un bel pezzo di musica. Poi ho da poco girato un film intitolato “Sangue al cuore” con la regia di Pasquale Marrazzo, che uscirà a ottobre e nel quale interpreterò per la prima volta un ruolo drammatico.

Quindi tirando le somme di quanto ci hai detto il tuo appare un lavoro parecchio impegnativo, per non dire faticoso…

Sì, in effetti… Vedi, io pensavo di scegliere questo lavoro e invece, ora, credo che sia questo lavoro che abbia scelto me. Certe volte mi rendo conto quasi di volermi svegliare sperando di fare la commessa!

E adesso, cara Orsetta, suvvia, dammi lo scoop…

Ehhh… Con me è difficile!! Ho una vita privata quasi inesistente! Sono molto poco mondana e nel mio tempo libero vado magari a vedere una mostra o mi prendo una vacanza di tre quattro giorni e parto da sola, perché mi piace molto viaggiare sola.
Tra l’altro ho pochissime amicizie, le conto sulle dita di una mano e neanche tutte: una lavora in banca, l’altra fa la segretaria… Nessuna fa il mio mestiere perché questo ambiente non lo conosco e non lo frequento.

Quindi non sei nemmeno fidanzata?

No. Non ho ancora trovato la persona giusta. Trovo che in questo momento c’è molta superficialità anche nei rapporti. Cioè, caspita, l’amore secondo me muove ancora il mondo e non sono quella che pur di aver qualcuno accanto si accontenta. Non adesso insomma!

E allora sentiamo, come dovrebbe essere questa “persona giusta”?

Dovrebbe essere una persona capace di reggermi il telone da circo su cui salto. E poi ti posso dire due aggettivi, dovrebbe essere leale e risolto.
E con risolto intendo una persona che comunque sta bene con sé stessa e che non viene da me per dimenticarne un’altra. Il resto non conta… Biondo, moro, idraulico, nuotatore, è indifferente.

Anche calciatore?

Eh…Calciatore magari no. Però vedi, alla fine sono pregiudizi anche questi perchè ci sono calciatori come, per esempio, Kakà che ho scoperto essere un bravissimo ragazzo, una bellissima persona. Che poi, come ti dicevo, io provengo dal mondo del nuoto e perciò credo che se dovessero mai presentarmi un calciatore non lo riconoscerei nemmeno.

Ultima “domanda tranello” Orsetta… “Per il successo faresti di tutto tranne che…”?

Ma guarda…Tranne che non fare quello che scelgo di fare. Come ti dicevo prima detesto i compromessi e il fatto che mi si proponga: “non fai questo se non vai con lui”…Bè… E’ inconcepibile per me. Mi avvalgo di una frase di Pasquale Marrazzo “Io fin’ora il frigo ce l’ho ancora pieno”. Questo per dire che voglio avere la possibilità di scegliere fra il sottile confine di ciò che è bene e ciò che è male. Non farei nulla che vada oltre la mia natura in quel momento.


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1 Commento “Intervista A Orsetta Borghero”

  1. Roberta Ricci scrive:

    Cara Ellebi,
    nel film di Ricardo MArchesini di Giostra film (Bologna) che si intitolava “Gli ultimi” in cui descrive il modello emiiano a partire dalle sue contraddizioni, c’è anche Orsetta Borghero che fa la parte della giovane compagna, la figiciotta (da FGCI Federazione giovanile comunista italiana, c’è ancora?) che non riesca ad astenersi dall’imitare Raffaella Carrà e i miti televisivi dell’epoca… tutto in una festa dell’Unità in un comune della bassa, veramente simpatica!
    Roberta (vorrei farvi vedere quel simpatico film, dura 60 minuti circa!)

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