Diario di un debutto: After the end

last update: 21/05/2013

AFTER THE END

di DENNIS KELLY

regia Luca Ligato
con Alessandro Lussiana, Valeria Perdonò
scenografia Giovanna Angeli
costumi Carla Goddi
disegno luci Alessandro Tinelli
musiche originali Alessandro Emmi, Giulio Fassina
responsabile organizzativo e di produzione Monica De Giuli

16,17 e dal 22 al 26 Maggio 2013
SPAZIO TERTULLIANO – Via Tertulliano, 68 – Milano

aftertheend15/04/2013

Lo seguiamo innanzitutto fare il primo giro perlustrativo in cerca di oggetti di scena, incuriositi e senza conoscere ancora i dettagli.

Entriamo così da un fabbro, il nostro regista è serio e determinato, stretto nel suo cappotto nero, elegante, col volto scuro di chi ha un’idea precisa, un obiettivo chiaro:

“Avrei bisogno di una gabbia. Una gabbia in cui possa essere rinchiusa una ragazza”.

“Ah… una gabbia in cui… ma certo ma certo. Ehm… una gabbia di che tipo? Chiusa con la chiave?”

“Il fatto è che deve esserle impedito di… è un po’ complicato da spiegare.”

“Ah… peccato. Ma è carina la ragazza?”

Così inizia la preparazione di After the end testo del drammaturgo inglese Dennis Kelly che il giovane regista Luca Ligato ha scelto di mettere in scena.

Ma la cosa interessante è che l’erotismo c’entra solo di sbieco.

Difficile capirlo all’inizio del nostro viaggio, mentre seguiamo il regista Luca Ligato nel suo percorso ben ponderato tra i sexy shop di Milano in cerca di manette, collari e maschere di cuoio.

After the end, dopo la fine.

La fine di che cosa?

Qualcuno di noi, forse i più apocalittici, di certo non i più spensierati, si saranno immaginati in scenari postatomici, dove nessuno dei vecchi valori quotidiani avrebbe più avuto senso.

La sensazione di sopravvivere alla fine, allo sfacelo e di contemplare il mondo da una prospettiva diversa, sospesa e priva della concretezza artificiale del mondo attuale.

Un gioco mentale, una fantasia riservati forse alle menti più scure.

E noi seguiamo il suo viaggio dall’idea alla messa in scena.

-31 giorni al debutto.

18/04/2013

aftertheend2Si parte dalla scenografia: da testo un bunker. Pareti che restituiscano l’impressione di una gabbia. Di alluminio, forse…

Gocce che cadono dal soffitto, sospese, come stalattiti che hanno congelato momenti eterni che il testo vuole fermare, trattenere.

Un piccolo tavolo, due sedie, una scatola.

Tutto qui.

Un’ambientazione che non vuole cadere nell’estetismo bensì essere necessaria, dire quello che si ha urgenza di dire e niente più. Nel modo più sintetico, più diretto.

Si passano in rassegna i materiali che devono scolpire nella mente il paesaggio fisico e mentale in cui ci troveremo.

Metallo, alluminio, legno, ferro…

Si parla di scarpe, colori, luci…

Si pensa agli ostacoli tecnici che si possono incontrare. Un gioco serissimo che sfida gli scogli pratici ed economici.

Attori e regista si addentrano nel vivo del progetto. L’idea deve diventare materia.

-29 giorni al debutto.

21/04/2013

aftertheend3Prima lettura a tavolino: già gli attori hanno un ricco sottotesto che li porta a tessere i fili del racconto. I personaggi sono incredibilmente formati nelle loro menti, e insieme si aiutano a definirne i dettagli.

La magia del teatro è conclamata.

Il regista aggiusta il tiro: reindirizza gesti e parole portando pian piano gli attori nella sua direzione, scova nelle loro parole spunti da fissare, altri da sviluppare diversamente. Deve condurli verso il suo obiettivo, verso la sua precisa idea registica…

Si cerca il punto esatto in cui uno snodo dovrà rivelarsi, dove un personaggio si tradisce, dove l’altro inizia a cambiare prospettiva.

Si tesse il meccanismo della suspance, si porta la tensione al limite…

I personaggi cambiano forma di lettura in lettura, prima virando evidentemente secondo le indicazioni di Luca Ligato, poi il lavoro diventa impercettibile, una limatura al dettaglio…

C’è un passaggio, nel racconto, che è destinato a cambiare definitivamente il punto di vista dei personaggi.

É necessario individuare, scavando nell’evoluzione psicologica di Mark e Louis, i due protagonisti della pièce, per trasformarli in materia scenica.

Perché il pubblico possa inevitabilmente riconoscerlo.

Perché, da quel momento, niente sarà più come prima.

-26 giorni al debutto.

22/04/2013

aftertheend4Ambientato all’interno di un rifugio antiatomico, due ragazzi Mark (Alessandro Lussiana) e Louise (Valeria Perdonò) parlano di un’esplosione nucleare, probabilmente un attacco terroristico, che ha raso al suolo interi quartieri e ucciso molti dei loro amici e le loro famiglie. Mark è riuscito a mettere in salvo Louise portandola in braccio, priva di sensi, nel suo rifugio, a causa del quale – prima – è stato spesso preso in giro dagli amici.
E’ in questo ambiente di convivenza forzata che aspetti più profondi dell’animo umano crescono e tutto si trasforma in un gioco per il potere. I ruoli di vittima e carnefice si confondono, il confine tra il bene e il male diventa sempre più labile e gli istinti prendono il predominio sulla ragione.
Nel raccontarci il progetto Luca, ci spiega come nell’affrontare il testo nella sua realizzazione sia stata fondamentale l’ambientazione della pièce, il bunker, un luogo in cui le regole sociali, all’interno delle quali ci muoviamo ogni giorno, vengono completamente annullate e tutto risulta nuovo, da definire e ricostruire. Per la prima volta, Mark e Louise dovranno così imparare a conoscere l’altro, ma anche se stessi nell’intimo più profondo e reale, scoprendo così cosa si nasconde dentro ognuno di noi. Impossibile non ritrovare nelle relazioni, nelle dinamiche o nelle paure che muovono i due protagonisti dei tratti di noi stessi, abituati, come loro, a convivere, dopo l’attacco alle Torre Gemelle l’11 Settembre del 2001, con la consapevolezza che il male vive a stretto contatto con noi ogni giorno e che non ci si può liberare da esso solo chiudendola porta di casa nostra.

-25 giorni al debutto.

26/04/2013

aftertheendA tutti succede di essere stressati, tesi.

Ma quando un attore è stressato, lo è in modo affascinante perché lo esprime con tutto il corpo.

Sembra di averli addosso, con la loro ansia, la loro concentrazione esasperata, la loro fatica.

Siamo alla seconda lettura e già buona parte dei movimenti arrivano spontanei, la scena si monta da sola.

Valeria e Alessandro sono talmente concentrati sul lavoro che sulle panchine, durante le pause, li vediamo ormai parlare da soli.

Come dei pazzi, come deliranti. Se fumano una sigaretta insieme, sono Mark e Louise che fumano una sigaretta. Se pensiamo parlino del più e del meno, ci sbagliamo. Ripetono le battute. Se arriviamo in ritardo Alessandro è già lì, lo sorprendiamo curvo e farneticante mentre affina i tic gestuali di Mark e parla come lui.

Roba da attori. Oramai i personaggi li abitano come spiriti.

-23 giorni al debutto

25/04/2013

aftertheend2Si lascia depositare il lavoro fatto.
Oggi ci si prepara per le foto di promozione dello spettacolo.

Valeria e Alessandro si consigliano, provano costumi, pettinature, studiano il personaggio fuori dalle battute del copione. Luca li osserva, li consiglia e insieme cercano di dare la forma migliore a Mark e Louise.

All’arrivo del fotografo (Giuseppe Biancofiore) si studia con lui gli scatti… una veloce chiacchierata con Luca che gli spiega il progetto e quello che l’ha spinto ad addentrarsi in questo viaggio.

Quello che si cerca è di restituire un’atmosfera. Si prepara il set e s’inizia a fotografare.

A conclusione di ogni serie il fotografo mostra il suo lavoro e seleziona con Monica, la responsabile della Compagnia gli scatti migliori e poi si riprende e a fine giornata si chiacchiera come se ci si conoscesse da tempo.

-22 giorni al debutto

27/04/2012

aftertheend3La situazione psicologica di Mark e Louise è diventata complessa: li osserviamo mentre le pareti del bunker li stringono in una morsa emotiva sempre più intollerabile. Lo stress da clausura diventa quasi palpabile. E’ una tensione anche sessuale.

Una vena di follia si riversa nei loro comportamenti, il lato oscuro emerge lasciandoli soli, ognuno nel suo labirinto.

Mark è sempre più morboso. Louise gli tiene testa, ma la situazione sembra a tratti sfuggirle di mano.

Le incomprensioni iniziali diventano prima piccoli, poi feroci litigi. Una brutta frattura sta schiantando il fragile equilibrio iniziale.

 Che l’amore renda soli?

Il sentimento non corrisposto è troppo doloroso perché se ne possa accettare l’abominevole messaggio che porta con sé. Non essere amati. Essere insignificanti, trasparenti, sgraditi a chi si ama. Vedersi mostruosi nello specchio in cui si è scelto di riconoscerci.

Meglio trasformare la persona amata fino a farla coincidere con ciò che si desidera. Un’operazione mentale dispotica, violenta forse, che tuttavia serve a preservare dal dolore.

Ma cosa succede se non ci fermiamo al piano cerebrale?

Cosa succede se il desiderio di trasformare l’altro diventa azione?

Luoise sta diventando un prigioniero venerato, un feticcio in cattività…

-20 giorni al debutto

29/04/2013

aftertheend4Non è facile capire quanto una sciarpa possa costituire motivo di discussione nella preparazione di uno spettacolo.

Quando indossarla, come indossarla, quando toglierla, come usarla.

Nessun oggetto scenico deve essere casuale.

Adesso la stessa sciarpa mi copre dal freddo, posso togliermela lentamente a suggerire un amplesso, gettarla a terra innescando una lite.

Riflessioni sullo spazio: Mark deve opprimere Louise fisicamente, percorrendo linee spaziali che la assedino di continuo.

Lei cerca inutilmente un angolo che sia solo suo. Istinti di fuga frustrati, moti abortiti.

Dove andare, del resto? Siamo dentro a un bunker, dopotutto.

Gli attori hanno trovato i gesti: le linee relazionali e spaziali sono giuste.

Fissate la maggior parte delle azioni.

-18 giorni al debutto

1/05/2013

aftertheend5Adesso le parole scavano solchi. Dove alla prima lettura scorrevano senza lasciare danni, ora torturano, terrorizzano. Ne è cambiato il peso e la densità.

Luca riflette sul senso di corrosione che deve investire tutto, sulla scena.

Corrosione dei personaggi, innanzitutto.

Degli oggetti, che da giochi e alimenti diventano catene, maschere… da ricordare la vita a suggerire la morte.

Lo stesso farà la musica.

-16 giorni al debutto

—-

03/05/2013
1Prima filata.

L’inizio è in sordina.

Ben presto l’atmosfera si scalda, le prime scene hanno un colore decisamente diverso dall’ultima volta che sono state provate.

Il fotografo di scena Luca Elli è stato fortunato: gli attori sono in stato di grazia.

Beginning (prima parte).
Le regole sociali.

Le battute, frammentate di continuo nel testo di Kelly, sono la trasposizione ritmica dell’imbarazzo.

Se Mark e Louise si trovassero liberi, all’esterno, sarebbero talmente agli antipodi da rivolgersi a malapena la parola.

Ma la formalità imposta dal loro senso civile è ciò che li salva dal contesto claustrofobico del bunker, obbligandoli a mostrare cortesia e rispetto l’uno verso l’altra.

13 giorni al debutto

06/05/2103

2Grande ammirazione per il testo di Denis Kelly.

Luca Ligato ci fa notare quanto After the end sia una partitura perfetta che risponde sul piano recitativo a un sacco di domande altrimenti di difficile soluzione.

Non

pronunciare

il mio cazzo

di nome

E’ già tutto suggerito…

Si riflette sulla fondamentale differenza che delinea Kelly tra pausa / pausa breve / pausa lunga / nessuna risposta…

Didascalie decisamente anomale, ma a quanto pare utilissime.

Attori e regista sono in piena adorazione.

10 giorni al debutto

08/05/2013

3I costumi raccontano da soli il precipitare dei personaggi nell’istintualità.

Nel corso della pièce assistiamo allo strano fenomeno di liberazione progressiva che il bunker magicamente impone.

Via le scarpe, via la sciarpa, via il copri spalle, gioielli, maglione… e con gli ultimi accessori se ne vanno anche gli ultimi baluardi di una civiltà di cui si può, si deve, fare a meno.

Con la sua vicinanza obbligata, con la sua prospettiva sotterranea, il bunker è un’inquietante incubatrice da cui usciranno personaggi ben diversi da quelli che abbiamo conosciuto nell’incipit.

Per Denis Kelly nell’uomo coesiste un aspetto più duro e brutale e uno gentile. Ognuno decide quando e come usare l’una o l’altra sua anima e Kelly si guarda bene dal giudicarne una migliore o più giusta dell’altra.

Sarà ciascuno spettatore a deciderlo.

Si riflette sulla violenza del testo di Kelly. Del resto, dalla Kane fino a Shakespeare, la drammaturgia inglese sembra esserlo da sempre…

 

08 giorni al debutto

09/05/2013

6Luca Ligato fa una scelta di tipo meta-teatrale. Traspone sul piano attorale lo slittamento nella bestialità: Mark e Louise perdono man mano il controllo fisico della postura, le linee si spezzano e i gesti si sporcano.

Ci si addentra nel lato bestiale di sé, e la recitazione sostiene a pieno l’idea: da contenuta nelle prime scene si fa sempre più naturale, si destruttura, per poi tornare alle regole nell’After, la parte finale.

 

Attraverso il bunker ritroviamo qualcosa di noi stessi.

Riflettiamo su quanto il mondo pratico e le norme sociali ci abbiano potuto trasformare. Fino a renderci irriconoscibili a noi stessi. E finisci per non ricordare più chi sei.

Il bunker è il catalizzatore sotterraneo del nostro desiderio di scendere dentro le profondità della nostra natura più vera.

Spetta a noi la scelta: possiamo glissare sul lato oscuro che dorme sotto di noi, sotto i gesti ben controllati della nostra quotidianità, o investigare cosa nasconda la maschera di civiltà che ci portiamo dietro.

07 giorni al debutto

10/05/2013

5Come saranno vestiti Mark e Louise?

Se Louise è una donna “rock”, indipendente e moderna, Mark è facilmente identificabile come “nerd”.

Lei è protagonista della serata che precede il Beginning: si festeggia l’addio al suo precedente lavoro e il suo abito deve ricordare la formalità di una situazione “ufficiale”, seppur tra amici.

Un vestito dal taglio vintage ma con un tocco di estrosità è ciò che la costumista Carla Goddi trova per lei. Il colore scelto è il blu, per le scarpe il rosso.

Mark è quanto di più lontano possa esserci dalla moda e dall’estetica e il suo costume sarà improbabile, così come le scarpe. Colori stravaganti e un abbigliamento demodé.

Anche le esigenze di movimento condizionano la scelta dei costumi. Ma Carla non fatica a trovare soluzioni…

Mark e Louise sono pronti per andare in scena.

06 giorni al debutto

12/05/2013

1Luca, gli attori e lo staff si trovano nel pomeriggio, dopo un giorno di riposo, pronti a riprovare lo spettacolo.

Si preparano gli oggetti, si indossano i costumi di scena e dopo un momento di silenzio per concentrarsi, inizia la prova.

Luca non ferma gli attori quando sbagliano un passaggio: devono imparare adesso a cavalcare l’errore, ad andare avanti.
Devono anche comprendere tutte le successioni interne dello spettacolo: cosa succede quando la luce si spegnerà all’improvviso per chiudere una scena, come devono posizionare, prendere o far sparire gli oggetti nei brevi momenti di buio.

Beginning, Middle, End e poi l’After.

Luca segna su un blocco errori, appunti, piccole modifiche che poi discute con Alessandro e Valeria.

Una breve pausa e tutti di nuovo sono pronti per ricominciare: riprovare, sistemare gli errori e tutte quelle scene che non hanno centrato l’obiettivo preposto.

4 giorni al debutto

13/06/2013

2Il lavoro sulla musica procede di pari passo con le prove.

A fine giornata, Luca si confronta con Alessandro Emmi e Giulio Fassina, i due musicisti che stanno componendo le musiche dello spettacolo, per spiegare loro come il lavoro si è evoluto.

Sono scambi fondamentali: è necessario che Luca spieghi con estrema cura dove e quando vuole che il suono interagisca con la scena e cosa vuole esattamente che esso racconti.

E’ da questo incontro che nascerà la musica dello spettacolo.

Si ascoltano brani senza sosta, si cerca da ogni traccia il momento migliore e più adatto al passaggio drammaturgico su cui si vuole intervenire.

Alcuni stacchi saranno brevissimi, una manciata di secondi… ma tutto è estremamente curato, soppesato, valutato.

3 giorni al debutto

14/06/2013

3Ancora una giornata di prove, di filate.

Le pause sono solo momenti all’interno della giornata per sistemare problemi in atto o acquistare nuovi oggetti.

Non ci sia allontana mai dal lavoro, dalla storia, non si abbandona mentalmente il progetto neanche per un attimo.

Ormai è necessario utilizzare ogni minuto per aggiustare il tiro sugli ultimi innumerevoli dettagli…

2 giorni al debutto

15/06/2013

4Ci si ritrova a metà giornata e finalmente, dopo aver scaricato costumi, scena e oggetti, si prende “possesso” del teatro.

Regista, tecnici studiano lo spazio per capire come meglio posizionare la scenografia, montare le luci…

Il clima è sereno, ognuno lavora nel suo ambito senza dimenticare mai di dare una mano agli altri appena libero dal proprio.

In serata, arrivano Alessandro e Valeria che assieme a Luca provano schematicamente tutto lo spettacolo.

Abituati allo spazio in sala prove, ora tutto appare diverso: è il momento di adattare lo spettacolo, cercare nuove soluzioni per spostamenti al momento impossibili.

Più tardi, Alessandro e Giulio manderanno a Luca tutto il loro lavoro sulle musiche: la colonna sonora di After the end è pronta.

Un misto di curiosità e preoccupazione… Un nuovo “personaggio” è entrato a pieno titolo nello spettacolo e ora reclama tutta l’attenzione del regista per essere convogliato nell’ingranaggio spettacolare…

Riuscirà la musica a dialogare con gli altri livelli scenici senza romperne gli equilibri? Potrà davvero portare qualcosa di nuovo e più profondo al racconto?

Ancora un solo giorno di prove per creare il magico incastro…

A fine serata, con tante cose ancora da fare, ci si saluta dandosi appuntamento all’indomani.

1 giorno al debutto

16/05/2013

5L’incontro in teatro è alle 9:00 e le prove riprendono da dove, la sera prima, si erano interrotte.

Con il copione alla mano si creano gli effetti luci, provando e segnando punti e tempistiche in cui ogni luce deve cambiare, e con questa un’atmosfera, una suggestione.

Alessandro e Valeria attaccano in giro, sul palcoscenico, stelline luminose che permetteranno loro di posizionarsi durante lo spettacolo in punti ben precisi, durante gli stacchi di buio tra una scena e l’altra.

Si provano le musiche cercando i volumi giusti: è di fondamentale importanza che ogni intervento sonoro non risulti troppo debole, ma nemmeno invadente… Ogni musica ha il suo volume che viene prontamente fissato sul mixer.

Infine, si uniscono le tre realtà, musiche, attori e luci: tutto è provato assieme, mentre Luca coordina il lavoro segnando le varie correzioni che andranno poi riviste a fine prova.

Poche ore al debutto.

Si procede correggendo i puntamenti e preparando gli oggetti di scena.

Alessandro e Valeria ripassano fino all’ultimo il testo, gli spostamenti, ripetendo tra loro quale oggetto deve apparire e in quale preciso momento, quale deve sparire durante il buio, come muoversi per fare il minor rumore possibile.

In camerino, Carla si concede gli ultimi ritocchi ai costumi mentre, fuori dal teatro, Monica si prepara per accogliere gli spettatori.

E quando alle 21:00 la luce scende in platea e la musica inizia a salire, lo spettacolo ha inizio… debutta After the end!

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