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Data: 10 novembre 2009
Letture: 3.419
Autore: Lisa Cecconi

Festival dei popoli – I Vincitori


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festival-dei-popoli11E’ stato Defamation, il controverso film di Yoav Shamir, ad aggiudicarsi l’ambito premio di 10000 euro per il Miglior Documentario.

Il concorso lungometraggi ha così premiato il viaggio del regista attraverso i significati e le contraddizioni che ruotano, oggi, intorno al concetto di anti-semitismo.

In risposta alle accuse mossegli da certa critica all’uscita del precedente Checkpoint (2003), Shamir porta alla luce il complicato intreccio di verità rimosse e incontestati clichè che, negli anni, hanno avuto modo di sedimentarsi nell’immaginario e nella memoria internazionale. Un film intelligente e disincantato che guarda ai fatti senza alcun filtro se non quello, mai inopportuno, di un sottile umorismo.

Alberto Arce e Mohameed Rujailah hanno invece meritato il premio per la Miglior Regia con il film To Shoot an Elephant, drammatica testimonianza delle vittime e della distruzione causate dall’operazione israeliana Piombo Fuso, nel dicembre del 2008.

Ispirandosi, per il titolo, all’omonimo romanzo di Gorge Orwell (Shooting an Elephant, 1936), i due reporter mostrano la violenza inaudita del conflitto con la consapevolezza di assolvere un compito estenuante quanto necessario: raccontare la realtà della guerra dal punto di vista di chi la vive.

A Depuis Tel Aviv, di Naruna Kaplan De Macedo, è spettata la Targa Gian Paolo Paoli per il Miglior Film Etnografico-Antropologico. Il documentario si concentra sull’esperienza personale e autobiografica di un anno trascorso nella città israeliana. La regista, ebrea e israeliana ella stessa, si inoltra nella scoperta delle proprie radici e di una realtà culturale che dall’estero, dove ha sempre vissuto, appariva inevitabilmente distorta.

Il suo percorso, attraverso la quotidianità degli incontri e l’esperienza diretta, illumina non solo gli aspetti inediti e sconosciuti della vita in Israele ma, soprattutto, elementi costitutivi della sua intima identità.

Il premio per la Distribuzione, messo a disposizione dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, è stato assegnato a Petropolis: Aerial Perspectives on the Alberta Tar Sands, documentario realizzato da Peter Mettler per Greenpeace. Attraverso sconcertanti riprese, per lo più aeree, Mettler entra nel vivo del disastro ecologico protratto dall’impianto di estrazione petrollifera più grande del mondo.

Il suo intento, tuttavia, non si riduce alla denuncia delle Tar Sands ma si estende alla riflessione sulle scelte disumane dell’economia mondiale e dello stile di vita dei paesi industrializzati, attraverso l’affresco inquietante di un mondo affogato nel catrame.

Gli studenti dell’Università fiorentina Lorenzo De’ Medici hanno premiato Arsy Versy di Miro Remo come Miglior Cortometraggio.

Il regista slovacco, giunto ormai alla quinta opera, racconta l’esistenza “sotto-sopra” di Lubos, eccentrico protagonista, intento nella ricerca folle quanto poetica di un nuovo rapporto con la vita e di un’empatia profonda con il mondo animale.

A The Land of Jerry Cans, di Paola Piacenza, è andato il Premio “UCCA – Venti Città, dell’Unione Circoli Cinematografici Arci“. Il film documenta il delicato passaggio del Kurdistan iracheno all’economia di mercato e alla logica del consumo che hanno sconvolto una terra di confine da sempre impegnata nella lottà per la propria libertà.

I Premi del pubblico, infine, suddivisi nelle sezioni Lungometraggi, Cortometraggi e Stile Libero, sono stati vinti rispettivamente da In Purgatorio, di Giovanni Cioni, Upe, di Rimantas Gruodis e Julija Grudiene e Human Terrain di James Der Derian, David Udris e Michael Udris.

E’ con questi riconoscimenti che il Festival dei Popoli conclude un’edizione sicuramente ricca dal punto di vista artistico-progettuale ma non meno fortunata in termini di affluenze. Sintomo rassicurante di un sempre più acceso interesse nei confronti di un genere quanto mai vitale.


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  1. Another award! « Petropolis

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