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Jim Porto

Il Porto franco del samba jazz

Jim Porto

Jim Porto torna nella sua amata Roma, e si muove con disinvoltura tra jazz, samba e bossanova in un festoso concerto al Piper Club. La cornice è quella di Valeu, serate dedicate dallo storico locale romano alla musica brasiliana.

Piano a coda, voce di velluto. Ecco il nuovo omaggio alla Capitale di Jim Porto, massimo esponente del samba jazz. Giovedì 12 aprile il suo sound elegante e garbato ha riscaldato la sala del Piper, con un concerto-celebrazione nell’ambito di Valeu, serate dedicate alla cultura brasiliana.
Così, dopo Rosalia De Souza, lo storico locale di via Tagliamento ha ospitato il musicista di Rio Grande che da oltre trent’anni è innamorato di Roma. Protagonista della scena musicale di Rio de Janeiro, dopo tournées in tutta l’America Latina, Jim Porto affinò la sua cifra stilistica proprio nella Capitale, al Manuia di Trastevere, un’istituzione della musica brasiliana in Italia alla fine degli anni Settanta. Qui, Porto inventò una combinazione peculiare tra tecnica pianistica classica e una calda voce dai timbri soul. Un talento che si è arricchito, negli anni, attraverso collaborazioni eccellenti: Caetano Veloso, Gilberto Gil, Milton Nascimiento, Marisa Monte, Djavan, Chet Baker (che partecipò a Rio, primo vinile di Jim Porto pubblicato nel 1983), fino ai progetti con il nostro Roberto Gatto.
E al Piper Club Jim Porto svela subito questa matrice cosmopolita e contaminata.
In scena con altri sette musicisti (che regalano anche una vigorosa ouverture), l’artista canta, suona il piano in piedi e ballando, improvvisa fuori scaletta, il tutto in una sorta di zona franca musicale. Al pubblico propone un piacevole e libero mélange di brani brasiliani d’autore fino a Mas que nada (ma non mancano riferimenti italiani al Battisti di Prendila così e un accenno a Caruso di Dalla). I nuovi arrangiamenti, vivaci, festosi, ben sostenuti dalla band (trombe, sax, chitarre acustica ed elettrica, batteria), tradiscono una certa nostalgia per la musica brasiliana degli anni Ottanta e suggeriscono i brani senza ricalcarli, mescolando samba, bossanova, jazz e funk in continua osmosi. Tutti passaggi ed esperienze musicali che si ritrovano, peraltro, nell’ultimo lavoro di Jim Porto, Live at The Blue Note, edito Rai Trade, in cui insieme al suo Trio il musicista mette a segno la collaborazione di virtuosi come Fabrizio Bosso alla tromba e Michele Ascolese alle chitarre.
Un’ultima riflessione sul concerto al Piper. Si soffre a volte l’accompagnamento sovrastante e molto amplificato della band, una scelta da disco club che fa ballare le signore in prima fila, ma che penalizza spesso la voce e il piano di Jim Porto, che sono i veri protagonisti. Nei momenti – rari a dire il vero – in cui la bella verve e le naturali capacità live di Porto accompagnano la sua performance canora delicata e senza eccessi, il piacere dell’ascolto è invece notevolmente superiore.

Lo spettacolo è andato in scena:
Piper Club
via Tagliamento, 9 – Roma
giovedì 12 aprile, ore 21.00

Valeu serate di musica brasiliana Presenta
Jim Porto in concerto

Hai letto: Jim Portoscritto il 14/04/2012 da Cristina Gattamorta

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