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Nota: di Daniele Rizzo

Categorie: Recensione | Recensione Film

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Harry Potter e l'Ordine della Fenice


Anche il quarto episodio di Harry Potter delude le aspettative entusiasmanti "regalate" dai libri della JK Rowling. L'Ordine della Fenice , dopo un inizio riuscito e promettente, si perde in un finale sconclusionato e rocambolesco. Il risultato e' decisamente sotto la sufficienza, nonostante la grande attesa per la storia d'amore tra Harry Potter, Daniel Radcliffe e (una scialba) Cho, Katie Leung.

Recensione: Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban


 

 

SCHEDA TECNICA

SCHEDA DVD

David Yates stravolge completamente atmosfera e "ritualita'" della trama originale (straconosciuta e apprezzata per l'originalissimo intreccio, le sottili sfaccettature psicologiche e le importanti tematiche affrontate con una scrittura estremamente dinamica e fluida). Tra i temi ricordiamo:

  • L'adolescenza, ovvero le paure, i timori e le aspettative di un giovane che cresce e che sa' di avere per se' un destino "da protagonista" (saranno le sue scelte a decidere se nel bene o nel male?);
  • La complessita' delle amicizie (Hagrid/Robbie Coltrane, Silente/Michael Gambon, i professori e i rimanenti compagni della scuola)
  • La "stupidita'" del male; merita una osserzione il (travisato) ruolo di Malfoy/Tom Felton e dei Serpeverde che nei romanzi sono solo bambini coinvolti in un gioco troppo grande per loro;
  • La tragedia della morte (d Cedric Diggory, rivale in amore di Harry, muore per mano di Voldemort)
  • Il rapporto tra fantasia (il mondo fantastico di Howard) e convenzionalita' (il mondo reale), due contesti che devono confrontarsi tra loro, senza farsi notare troppo l'uno dall'altro

La direzione di David Yates puo' dirsi riuscita solo durante la prima di ora di film, quando ben descrive i tormenti di Harry e il ruolo indispensabile di sostegno svolto da Ron/Rupert Grint ed Hermione/Emma Watson. Il momento che doveva rappresentare la svolta del film (la crisi di credibilita' di Silente che viene messo alle strette da una sapiente operazione di manipolazione mediatica organizzata dal Ministero della Magia per mezzo della Gazzetta del Profeta e, di contrasto, il coraggio redivivo del cosidetto Esercito di Silente, rappresentato da una Hermione che simbolicamente chiama per nome Voldemort/Ralph Fiennes) non risalta, complice una regia lenta e incapace di cambiar ritmo. Il processo che porta dalla cecita' delle istituzioni (che non vogliono credere agli evidenti segni del ritorno dell'oscuro signore), attraverso una "Suprema Inquisitrice" (Imelda Staunton nei panni di Dolores Umbridge), alla "fascistizzazione" di Hogwarts invece che snodo centrale della trama (anche per capire gli sviluppi successivi dei prossimi libri), diviene macchietta e scorre via senza alcuna particolare sottolineatura.

  

  

Purtroppo il peggio deve ancora arrivare. Harry recupera la profezia e da questo momento si compie l'inevitabile epilogo del film verso gli effetti speciali. I combattimenti e la spettacolarita' sono ormai protagonisti assoluti della scena e le descrizioni dei travagli psicologici che attraversano i protagonisti (Harry su tutti, ma anche Silente ed Hermione) vengono completamente trascurate.
La paradossale lotta tra i mangiamorte (Bellatrix Lestrange/Helena Bonham Carter, gia' assassina dei genitori di Neville, riesce ad uccidere l'ultimo parente in vita del nostro protagonista, Zio Sirius, Gary Oldman) e i membri dell'Ordine, il modo in cui viene liquidato il motivo che aveva spinto Silente ad assumare un comportamento (apparentemente) "disinteressato" nei confronti di Harry ("non volevo farti soffrire piu' di quanto avessi gia' fatto"), il ruolo comprimario dell'Ordine della Fenice (che da protagonista diventa quasi artifizio cinematografico finalizzato all'incontro tra Harry e Sirius) concludono l'ennesimo Pottericidio.

I tentativi di personalizzare la rappresentazione sul grande schermo dei romanzi della Rowling e dopo Mike Newell (Harry e il Calice di Fuoco "regala" diverse e gratuite imperfezioni nel dipingere le personalita' di Hermione, Silente, Harry e Neville/Matthew David Lewis) e Alfonso Cuarón (Harry e il Prigioniero di Azkaban snatura sostanzialmente il nodo centrale del romanzo: il rapporto tra i tre bambini e i sentimenti di amicizia e amore che vanno nascendo), sono finora falliti e Yates non ha fatto eccezione.

Avremo lo stesso regista per il prossimo episodio: Harry Potter e il Principe Mezzosangue.