Quando il Presidente degli Stati Uniti e' in pericolo ecco che arriva lui. Jack Bauer.
Diciamo che pensare di scritturare Kiefer Sutherland (David Breckinridge) in un film su CIA, terrorismo, FBI e dintorni, e'un po' come voler far interpretare a David Hasselhoff un bagnino sul grande schermo.
Indecente e poco spiritoso!
Soprattutto poi se il film in questione e' una bufala pazzesca buona a far sgranchire le gambe a Sutherland e ad accontentare l'agente di Eva Longoria, che evidentemente perdeva il posto se
non procurava alla ragazza almeno un ruolo in una pellicola al cinema.
Risultato: soldi buttati per l'ennesimo "salviamo il signor presidente" e scoviamo la talpa cattiva, che guarda un po' e' proprio chi ci aspettavamo fosse (la regia evidenzia e banalizza tutto quello che puo').
Pete Garrison (Michael Douglas, immancabile), è un eroe per aver salvato la vita di Ronald Reagan anni prima. Attualmente Garrison è stato nominato responsabile della sicurezza personale del Presidente degli Stati Uniti e di sua moglie Sarah (Kim Basinger), con il quale l'uomo ha una relazione (immancabile).
A un certo punto Garrison si ritrova ad esser vittima di un complotto che lo portera'ad essere il ricercato numero uno (giusto giusto come capita sempre in 24), e al fine di difendere se stesso e la Casa Bianca inizierà un'indagine personale, ma avra' alle calcagna il detective David Breckinridge (Sutherland) e la giovane recluta Jill Marin (Longoria), che di sparare non ne vuol sapere, ma in compenso esibisce una chioma meravigliosa, vorrei sapere che prodotto usa.
La produzione - nella persona, tra gli altri di Michael Douglas - ha fatto per bene i compiti e si e' preparata a dovere per la realizzazione di questo capolavoro: si era assicurata i diritti dell'omonimo romanzo di Gerald Petievich già prima che venisse pubblicato, (Petievich è stato agente della CIA e autore di quel "Vivere e Morire a Los Angeles" diretto da William Friedkin), e ha ingaggiato un consulente che ha fatto parte della squadra speciale per la protezione del Presidente (PPD).
Tutto doveva essere ineccepibile, e invece (forse a causa di un regista semi neofita, Clark Johnson) tutto va storto, e il film risulta a dir poco inguardabile per banalita', cliche' e retorica che stancano e umiliano lo spettatore.
The Sentinel: Soldi buttati. I vostri e i loro.








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