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Giovanna Mezzogiorno Intervista per L'Amore Non Basta


Giovanna Mezzogiorno, recentemente al cinema con l'hollywoodiano L’amore ai tempi del colera, al fianco di Javier Bardem, debuttera' ne L'Amore non basta, di Stefano Chiantini, venerdi prossimo.
Il regista Mike Newell non credeva che un'attrice del suo calibro (lui la definisce, addirittura, un monumento) "potesse prendere in considerazione la sceneggiatura. E invece è successo grazie anche a Rocco Papaleo che ha scritto il film con me, oltre a interpretarlo, ed è suo amico. Lei mi ha chiamato, è stata dolcissima, super professionale e mi ha molto aiutato".


Nel film, la Mezzogiorno interpreta una hostess, innamorata di un ragazzo (Alessandro Tiberi) che non riesce a scollarsi di dosso completamente il proprio passato.
Infatti, secondo l'attrice: "l’amore non è sinonimo di felicità perché non sempre c’è equilibrio e rispetto dell'altro. Bisogna avere il tempo di cercare queste cose".

Lei le ha trovate?
Giovanna Mezzogiorno: Tante volte ho amato e sono stata infelice perché c’era frustrazione e possessività. Ma non mi piace finire le storie facilmente.

Come ha scelto questo piccolo film?
Giovanna Mezzogiorno: È il mio primo lavoro italiano dopo L'amore ai tempi del colera e per me è importantissimo. Non c’è una scelta stilistica particolare nella mia carriera ma mi piace fare cose diverse tra loro. Penso che sia un film molto diverso rispetto a quelli romanticamente convenzionali che vanno oggi per la maggiore.

Ma tornerebbe a lavorare a Hollywood?
Giovanna Mezzogiorno: Assolutamente sì perché impari sempre qualcosa. Oltretutto in America c’è più rigore, ci sono più mezzi ma, paradossalmente, tutto è spartano. Gli attori vengono viziati molto meno e non si accettano le loro bizze che, giustamente, vengono represse sul nascere.

In L'amore non basta il suo personaggio segue molte attività ma non ne conclude nessuna. C'è qualcosa che anche lei non riesce a ultimare?
Giovanna Mezzogiorno: Quasi tutto, io non faccio altro che l'attrice. Ho solo la maturità linguistica e non mi sono laureata, cosa che oggi considero un grave buco. Mi piacerebbe seguire molte più cose ma, per il mio lavoro, è difficile anche iscrivermi a un corso. È una questione che mi crea non poche frustrazioni. Vorrei rallentare e dedicarmi un po' di più a me stessa

Intanto tra un mese sarà sul set di Vincere di Marco Bellocchio nei panni di Ida Dalser, prima moglie di Mussolini.

Che aspettative ha?
Giovanna Mezzogiorno: Molto alte. È un'avventura molto impegnativa e la lavorazione sarà lunga e difficile. Ma sono onoratissima e felice perché sono stata scelta con un provino da Bellocchio dopo che lui ne ha fatto tanti. Sarà però una fatica nera.

Guardandosi indietro avrebbe mai detto che sarebbe giunta fin qui?
Giovanna Mezzogiorno: Mai. Oltretutto non volevo fare questo mestiere che mi faceva vomitare perché fin da quando sono nata mi dicevano: Che bella bimba, farai l'attrice come mamma e papa?. Poi per fortuna ho scoperto la bellezza di che cosa si prova andando in scena.

Pensa mai alla maternità?
Giovanna Mezzogiorno: Ho 33 anni ed è chiaro di sì. Ma non mi sento di corsa.

Al di là del suo lavoro cosa le piace fare?
Giovanna Mezzogiorno: Niente di particolare. Faccio una vita normale, vedo film, leggo, invito gli amici a cena.